Processionaria del Pino, articolo wikipedia con fonte Capinera, J. L. (Ed.), Encyclopedia of Entomology, 4 voll., 2nd Ed., Dordrecht, Springer Science+Business Media B.V

Questo fi tofago si alimenta a spese degli aghi dalla nascita fi no allo stadio larvale fi nale; nel corso di forti attacchi le piante possono essere completamente defogliate. Infestazioni ripetute per più anni infl uiscono negativamente sugli accrescimenti e possono inoltre indebolire
le piante al punto da predisporle a successivi attacchi di
insetti e patogeni di debolezza. Danni inseguito ad un forte attacco di processionaria del pino
Le infestazioni di Processionaria del pino hanno inoltre un rilevante interesse igienico-sanitario poiché le larve dalla terza età in poi sono in grado di procurare reazioni allergiche anche gravi. Questo fenomeno è legato alla presenza sul dorso della larva di peli urticanti a forma di arpione, che servono a proteggere la larva dai predatori.  Uno degli aspetti più temibili di questi peli è che si staccano facilmente dal corpo della larva ed essendo estremamente piccoli, possono essere trasportati dal vento:
il loro potere urticante permane per almeno due anni. 


Lotta alla processionaria del Pino, articolo wikipedia con fonte Capinera, J. L. (Ed.), Encyclopedia of Entomology, 4 voll., 2nd Ed., Dordrecht, Springer Science+Business Media B.V

 

In Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria nelle aree ritenute a rischio infestazione (cfr. Decreto Ministeriale 17.04.1998, poi abrogato e sostituito con D.M. 30.10.2007, pubbl. in G.U. 16 febbraio 2008, n. 40.).
Questo pericoloso lepidottero può essere combattuto utilizzando diversi metodi: innanzi tutto con trattamenti insetticidi diretti sulle larve all'aperto: il nido, infatti, neutralizza l'efficacia del trattamento. Per l'eliminazione delle larve morte, occorre comunque utilizzare la massima cautela; anche se il metodo migliore consiste certamente nel bruciarle, i residui carbonizzati risultano ugualmente urticanti, perciò è da evitare il rimanere sottovento o nelle vicinanze del falò, soprattutto con parti del corpo scoperte (compresi viso eocchi). 
La lotta guidata è obbligatoria in Italia (D.M. 30/10/2007) e consiste nell'uso di feromoni per catture massali.
Lotta biologica e biotecnologica
La prima tecnica prevede l'uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki. Questa tecnica risulta difficile da attuare o molto costosa quando gli esemplari infestati sono di grandi dimensioni. Inoltre, vista la presenza di nidi sericei a protezione delle larve, non è detto che tutte vengano raggiunte dal bacillo. La seconda tecnica prevede, invece, l'uso di trappole sessuali (trappole a feromoni). Queste trappole rappresentano il miglior metodo di contrasto al lepidottero parassita. L'efficacia è dovuta sia alla cattura di molti maschi, che non riescono più ad uscire dalla trappola, sia al disorientamento degli stessi ad opera degli ormoni sessuali femminili della trappola. Le trappole si posizionano nei mesi di giugno e luglio, periodo di sfarfallamento degli esemplari adulti, e ogni 3-4 settimane va cambiata la pastiglia del principio attivo. Ogni 3-4 giorni va controllata la trappola per vuotare il contenitore dove vengono intrappolati gli animali. Interessante è l'impiego della Formica rufa, uno dei pochi nemici naturali di questo lepidottero.
Si può anche fare uso di larvicidi, come il diflubenzuron.